03/11/2006
Il paese dell'assortimento uniforme
In Ekspert, una rivista russa, recentemente ho letto un articolo (stampato sulla prima pagina) intitolato "Il paese del assortimento uniforme". Ecco è il mio riassunto.

Si tratta soprattutto dell'uniformità dei prodotti alimentari. Secondo
l'autore in quasi ogni negozio, in ogni paesello russo, l'assortimento
sarebbe uguale a quello nel negozio vicino, nei negozi del capoluogo, nei
negozi nella capitale russa. Niente di speciale, nessuna cosa bella e
curiosa.
Da molti posti si lamenta che qua o là è scomparsa una bella panna acida
("smetana"), bei cetrioli salati, una salsa, una marmellata. Gli
imprenditori di provincia si lamentano che per le imprese piccole diventi
sempre più difficile lavorare, specialmente in settore prodotti
alimentari.
Sempre più i negozi lavorano con aziende per la vendita all’ingrosso e
basta. E se produci una marmellata, conosciuta solo qui, in una cittadina
provinciale, non la salverà neanche il fatto che sia la più gustosa nel
mondo - i negozi smettono di comprarla. I negozianti allargano le braccia:
"così è più comodo". I venditori all'ingrosso sono più istruiti, dicono
"la logistica". Anche dicono che la gente provinciale si fida troppo della
TV e compre sempre più quello che viene publicizzato, crede che quei
marchi famosi sono segni di una vita grande e reale.
Però non è possibile che tutto il paese abbia l'assortimento uniforme. In
provincia c'è neccessita fortissima di cose di questo genere: frittelle,
pomodori, salse, birre, - che si possa trovare solo qui e in nessun posto
altrove. Questo fa la vita provinciale essere reale, gustosa. Altrimenti,
se nella nazione tutto si ugualierà, quale sarà il motivo di restare in
provincia? Il restare sarà solamente il segno dell'impossibilità di
trasferirsi nella capitale.
I motivi del fenomeno comprendono anche la alta rendita, il monopolismo e
la corruzione. Questo fortemente impedisce il funzionamento delle piccoli
imprese che non riescono ad avere rapporti amichevoli con le autorità
locali. Ma più importante è che i venditori e i commercianti, e i
consumatori non badano nè alla qualità, nè alla esclusività, non vogliono
dare uno sforzo per fare qualcosa meglio.
Insomma, l'autore conclude che la provincia della Russia è il vero futuro
del paese, ma c'è neccessita urgente di migliorare e riempire la vita
provinciale col senso, in particolare migliorare la cultura del consumo.
Forse l'articolo esagera il problema per un po', almeno bada solo al
mercato di prodotti alimentari. Ma è vero che deve esistere la varietà e
le particolarità locali. Non credo che può esserci solo la tale scelta:
grande città e ritmo della vita vecolissimo e tutte cose della civilità,
oppure la calma, una foresta nel mezzo di cittadina, la gente conosciuta.
Ad un provinciale non piaciono quelle prime, e ad un abitante della
capitale non piaciono queste ultime cose. Ma si può adattarsi e cominciare
a godere a tutte queste cose in pochi anni. Invece, secondo me, bisogna
che ci siano le cose belle che si possa sentire subito senza adattamento.
Nel senso di prodotti alimentari la vita provinciale deve essere più
gustosa.
L'unica questione che ho è se Novosibirsk sia la capitale della Siberia,
oppure una città provinciale. I dubbi sono amplificati dal fatto che, come
tutti cittadini di Akademgorodok ho una identità doppia: quella di
Akademgorodok, una città piccola e calma (ma collegata ad internet ed alla
scienza mondiale), e quella di Novosibirsk, una largissima città di un
millione e mezzo abitanti, che cerca di essere una capitale.
siberiano

