01/08/2006
Dmitri Lebedev Burocrazia
È molto tempo che non ho scritto. Volevo rispondere alla domanda sulla burocrazia, ma ero malato seriamente per due settimane. Ora mi sento meglio, e proverò a dipingere un quadro chiaro. Un vagone di scuse che non avevo risposto allora!!!
La domanda fatta da Piero:
So di tremende lungaggini burocratiche che ditte straniere devono affrontare se vogliono importare determinati prodotti (alimentari) in Russia. Mi risulta, tra l'altro, che di recente la situazione sia solo peggiorata da questo punto di vista tramite nuove regole che sembrano inserite per... cosa? Un malcapitato industriale ha posto questo quesito a me in quanto russista, e non ho saputo rispondergli con sicurezza. Di certo tutto ciò non incoraggia lo scambio commerciale, e mi dà l'impressione di una voglia di spasmodico controllo da parte dell'autorità russa sullo sviluppo economico e sociale del Paese. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.
Francamente, bisogna raccontare molto dalla base, ma facciamo così: racconto che cosa può capitare ad un'azienda straniera.
1°. Per gestire gli affari, occorrono molti permessi e certificati. Una legge stessa può essere semplice, ma tutte insieme sono molto complicate. Per aver una licenza bisogna prendere certificati qua e là, e per i certificati sono necessari dati tecnici e permessi negli altri organi.
2°. Se un ufficiale russo sa che l'azienda straniera, probabilmente immagina che questi stranieri siano stupidi e con molti soldi, non ha entrature nella burocrazia. In molti casi per aziende russe che funzionano, ad esempio qui a Novosibirsk, lontano dagli affari internazionali, bastano cose formali, e nessuno baderà a queste aziende. Però l'azienda straniera certamente attrae l'attenzione.
3°. ...E cominciano i problemi. Gli ufficiali hanno molto spazio per le decisioni. Se un'azienda si conforma alle regole sanitarie o antincendi, lo decide l'ispezione. Queste regole sono chiare e semplici, ma è l'ispezione che può cercare le violazioni più o meno intensivamente. L'ispezione può perfino scrivere che il locale dell'azienda, o il lotto di merce non si conforma a qualcosa. Il contrario lo puoi provare nel tribunale, a tue proprie spese.
Noi ogni tanto lo proviamo nella vita quotidiana: io ho dovuto essere in lite con la sezione locale della polizia perché mi hanno rilasciato un verbale con multa di 2000 rubli. Ho dovuto pagare la tariffa del tribunale e stampare la domanda ai poliziotti, al tribunale, in totale 200 rubli e non mi ricordo quante ore perdute. Alle altre persone ogni tanto scrivono i verbali per alte violazioni che non hanno fatto. Perciò quello che la polizia stradale prende bustarelle, è bene: paghi e non hai bisogno di attraversare tutta la burocrazia e tribunali. Ma torno all'argomento.
Allora, c'è molta liberta nell'applicazione delle leggi. L'ufficiale decide se rilasciare un verbale, la domanda all'azienda (di mettere in ordine le cose), ecc. Lui non avrà nessuna responsabilità per questo, perché è troppo difficile provare il dolo.
4°. Se un ufficiale davvero intende di estorcere i soldi dall'azienda straniera, può telefonare al suo amico e dire "Vasja, amicone, fai sì che quest'azienda non si conformerà alla tua ispezione antincendi ." I burocrati capiscono l'un l'altro facilmente.
5°. Nei tribunali possono essere gli altri ostacoli. Il processo stesso è una grandissima perduta di tempo. Poi ti può capitare il giudice sciocco che non comprende la legge settoriale, il funzionamento di un settore. Qui tutto dipenderà dal rapporto delle forze:
- quale parte ha ragione giuridicamente
- quale parte ha avvocati migliori, quale ha raccolto più carte, più certificati, inviato più domande e petizioni.
- le entrate, la conoscenza fra le persone
- la pressione al giudice (se gli ufficiali davvero esercitano, la tua probabilità di successo è minima - il caso di Yukos è un esempio)
Ma alcune aziende straniere se la cavano: l'Ikea svedese ha aperto i suoi centri a Mosca senza dare nessuna bustarella, senza prendere nessun socio russo (che potrebbe avere entrature preziose nella burocrazia). Perfino hanno fatto un film di queste avventure. Ora si sono appostati bene a Mosca e provano di stabilire centri nelle altre città, però v'è molta resistenza (perché non hanno dato bustarelle alle persone giuste).
Insomma, il risultato può essere positivo, ma in Russia i rapporti con la burocrazia sono molto diversi. Negli USA, Inghilterra, Germania (non so dell'Italia) per fare il business bisogna esercitare alcune cose formale. In Russia per un'azienda semplice bisogna fare molte cose burocratiche, per un'altra più complicata e più redditizia, tutto è vago e indeterminato, e questi rapporti con la burocrazia diventano un altro tipo attività imprenditoriale.
P.S. (aggiunto qualche ora dopo la pubblicazione) mi scuso che ho dimenticato dire delle leggi che contradicono una all'altra, o di quelle che non si può esercitare. Non ho fatto gli affari, perché non sono capace dire quanto sono comuni. La legge di bancarotta approvata nel 1998 è una storia molto importante e molto lunga per raccontare qui. Diciamo che essa contraddice a sé stessa e dà una possibilità per prendere gli attivi di un'altra azienda pagando una bustarella ad un comitato pubblico.
Dmitri Lebedev
Un teatro in mezzo al regno di orsi
Un raccontino non sulla politica, ma... Un mio amico, Sasha, lavora al Servizio Federale di Sicurezza. Ha studiato telecomunicazioni, e così assolve il servizio militare come specialista.
Fra un paio di giorni arriverà Putin, e oggi sono sbarcati da un Tu-154 i suoi servizi - di sicurezza, di collegamento, ecc. Preparano tutti i posti per la visita, installano comunicazioni speciali. Sasha è andato all’aeroporto con la sua sezione, per incontrarli. L’aeroporto di Novosibirsk è a 20 km dal centro, dopo un’altra piccola città. Arrivati i moscoviti domandano: «Questa è la vostra città o il suburbio?» Vanno in macchina attraverso il centro di Novosibirsk. «Ecco è il viale principale» - ( visi sorpresi) - «Ecco è la piazza Lenin, proprio il centro» - (gli stessi visi). Sulla piazza c'è il teatro dell’opera e del balletto [un edificio di forma complessa, 150x150x30 metri] - «Teatro?!!!»
La boria dei moscoviti è sterminata. E la nostra immagine è la stessa dappertutto, non solo in Europa ed America, ma anche proprio in Russia.
No, si deve fare in un altro modo quando arrivano i russi: stando all’aperto accanto all’aeroporto, in quel posto desolato, bisogna gridare:
«Attenzione! Attenzione! C’è un orso dietro quell' arbusto! Corri nella macchina, in un edificio, presto, presto!!!»
«Eccoti un coltello da caccia. Non si sa che cosa può capitare qui... Prendilo e portalo, e stai sempre attento!»
«...ed ecco, è il mio coltello da caccia (o il fucile). Lo prendo sempre quando vado alla mia dacia o nella foresta. Ci sono linci feroci, cinghiali, orsi grandissimi. Ma posso lanciargli il coltello e battermi con loro, perciò sono sicuro di me in campagna.»
«E questa è la piazza Lenin con il gran Tempio sciamano dell’orso e del galletto»

I MOSCOVITI
Questo è orribile! Ho una scossa! È -30° all’aperto! Tutto si è gelato, quasi nessuna macchina sulle strade, sono andata nel portone, ho respirato e il fiato, ed è caduto giù sul pavimento con tintinnio. Il citofono interno non funziona, nel telefono cellulare l’accumulatore si è scaricato. Scaldiamo le mani al bollitore. Kolja non verrà, perché nella sua azienda gli ascensori sono spenti, e si dice che non si può arrivare a Domodedovskaja, la metropolitana è ferma. Sto a casa coi figli, le scuole oggi sono chiuse, i maestri hanno il permesso di non andare alla scuola se sarà sotto dei -24. Una macchina con un carico di pane si è rovesciata . Le persone scivolano sulla strada, i marciapiedi sono riempiti di corpi umani gelati. Accanto al portone c’è un cane crepato, con tanto dolore nei suoi occhi.
E c’è il sole, il sole che splende spietatamente.
È un messaggio inventato, ma è scritto come da un moscovita freddoloso. Lo scherzo irride i miti popolari sul gelo (il vapore o l’acqua si gela subito nell’aria), l’isteria dei mass-media moscoviti prima del gelo (i corpi umani gelati, il cane morto) e l’abitudine eccessiva di alcuni moscovita alle comodità (gli ascensori spenti e il Kolja immaginario non vuole scendere le scale).

