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2006 Gli americani spendono meno, i negozi dell'Asia sono pieni di nuovi consumatori È stato un luogo comune che i consumatori americani hanno mantenuto la crescita dell' economia mondiale: gli asiatici sono frugali, gli europei sono timorosi, e se gli americani non continuano a spendere a alto ritmo come hanno fatto fino adesso l'economia mondiale è in difficoltà. Il boom di spesa di spesa dell'Asia significa che il mondo non è più vulnerabile ad un rallentamento americano quanto era una volta. I racconti di Sapodilla
I segreti della pubblicità in Cina
13 giugno
2006 - Il mondo della pubblicità in Cina ha subito dei cambiamenti spaventosi
negli ultimi anni.
Oggi tutte
le maggiori multinazionali sono impegnate in una spietata competizione per
accaparrarsi una fetta del mercato più succulento del pianeta con il suo
potenziale di un miliardo e trecento milioni di consumatori.
Tutti i
marchi pubblicitari in Cina sono scritti in entrambe le lingue, come impongono
le regole cinesi sul trademark e alcuni sono particolarmente interessanti, a
volte curiosi, divertenti.
Altre
multinazionali hanno invece preferito “stravolgere” completamente il nome
originario pur di assumere in cinese un significato che possa risultare
estremamente interessante agli occhi del pubblico. Per esempio la Heineken, che
in Cina deve affrontare la durissima concorrenza delle birre Beijing e Qingdao,
ha tradotto il proprio marchio come “XiLi”, “Felicità e Forza”, immaginate
quindi di andare al bar e ordinare una “Felicità e forza”, strano ma vero… Per quanto riguarda la presenza della pubblicità nei media, i canali della tv nazionale CCTV sono sicuramente la più grande vetrina commerciale del paese. Nel 2005 la CCTV ha ottenuto introiti che sfiorano un miliardo e mezzo di dollari ed esercita un’ influenza sempre crescente sul pubblico: addirittura per circa 800 milioni di contadini, di cui la maggior parte non sa leggere il giornale, rappresenta l’unico mezzo di informazione.
Nonostante
la celebrità e gli enormi fatturati che hanno ottenuto le industrie straniere in
Cina negli ultimi anni, si pensi infatti che il solo mercato cinese genera per
la Procter&Gamble il 3% del suo fatturato annuale globale, la concorrenza con le
compagnie cinesi è comunque spietata.
Qualsiasi
strategia di marketing può risultare però fallimentare se non tiene conto della
realtà cinese. Per esempio quando la Nike ha tentato di applicare nel mercato
cinese l’architettura globale del suo marchio basato sull’individualismo, ha
fallito in pieno. A dicembre del 2004 la nota multinazionale statunitense
condusse una campagna pubblicitaria enfatizzando l’individualismo e
presentandolo in forma aggressiva e occidentale. Lo spot pubblicitario
utilizzato rappresentava un famoso giocatore di pallacanestro della NBA che
sconfiggeva delle figure animate di maestri del kung fu, dragoni e caratteri
cinesi. Questa idea, secondo i creatori, avrebbe dovuto agire da catalizzatore
per un profondo cambiamento culturale sulla base di motivazioni
individualistiche, esortando nei giovani il coraggio e lo spirito di sfida.
In
conclusione, quindi, conoscere e rispettare la cultura locale è fondamentale in
Cina, non solo per entrare nel mercato locale e pubblicizzare i propri prodotti,
ma anche e soprattutto per vivere e lavorare. Debora Di Dio |
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