Aumenta la febbre per la Cumbre dei NOAL

Non vi preoccupate, non è un'altra infezione tropicale. Sto parlando della XIV Conferencia Cumbre del Movimiento de Países No Alineados che si terrà all'Avana dall'11 al 18 settembre. Sarà la seconda volta che questo evento si terrà a Cuba (la prima fu nel 1979) e questa edizione promette di rompere tutti i record di affluenza ed interesse. Ad ora hanno aderito 79 paesi che parteciperanno con delegazioni governative quasi sempre rappresentate dal Presidente (o Re) o dal Capo dello Stato mentre almeno altri 30 saranno presenti in forma semi ufficiale. La capitale cubana è in fibrillazione, metre già stanno arrivando le avanguardie delle delegazioni si franno gli ultimi ritocchi alla città ridipingendo la segnaletica stradale, ponendo vasi con alberi in mezzo alle strade a doppia corsia (tipo Malecon) e innalzando bandiere. Da due giorni fortunatamente è stato riaperto il tunnel fra Malecon e 5° Avenida. Da domani gli alberghi più prestigiosi della città saranno completamente riservati ai delegati della Cumbre e off limit per chi non avrà un pass. La sicurezza è imponente. Sempre per questioni di sicurezza, corre voce che l'Aeroporto Internazionale Josè Marti possa in alcuni giorni essere chiuso al traffico turistico, restando riservato e blindato per gli aerei speciali che porteranno a Cuba i Capi di Stato. Gli altri voli potrebbero essere deviati su Varadero.
Ieri è venuto all'Avana Evo Morales, il presidente della Bolivia, appositamente per visitare Fidel Castro la cui salute sarebbe in netto miglioranmento, tanto che la TV Cubana ha annunciato che il lidér maximo parteciperà ad alcune manifestazioni della Cumbre.
Globalizziamo la Soliderietà

Bello il motto della 14° Vertice dei Paesi Non Allineati., ovvero della Cumbre NOAL. Però spesso sono solo belle parole ed intenzioni in questi convegni internazionali, retorica che non viene adeguatamente seguita da azioni concrete. Cuba, spesso fore esagerando, agisce, e lo fa da tempo. Tanti sono i programmi cubani di solidarietà, soprattutto culturale e medica, verso i Paesi dell'America Latina e dell'Africa. Migliaia i medici cubani in Venezuela, Bolivia e nel resto del secondo e terzo mondo. Imponente il programma di alfabetizazzione che su guida cubana cerca di debellare o almeno ridurre gli oltre 800 milioni di analfabeti totali che popolano il pianeta. Meravigliosa la Operación Milagros tramite la quale migliaia di latino americani e caribeñi hanno riavuto la vista a Cuba.
Certo, c'è un rovescio della medaglia. Questi enormi sforzi per aiutare altri Paesi riducono le risorse interne, provocando malumori. Non sono pochi per esempio gli ospedali cubani a corto di medici, spesso affiancati o sostituiti dai tanti inesperti studenti stranieri, soprattutto venezuelani, che studiano all'Università di Medicina dell'Avana.
Certo, se altri paesi del cosiddetto primo mondo realizzassero in forma ufficiale simili programmi umanitari, invece di lasciare la solidarietà in mano a sempre troppo pochi privati, magari finanziandola con qualche briciola di budget ora destinato agli armamenti, il Mondo divrenterebbe più in fretta un posto migliore.


