Immagine della Russia
1/01/2007
dimitri lebedev
Un' esperto sul miglioramento dell'immagine della Russia La mia opinione può essere diversa di quella espressa nell'intervista. Il giornale giallo "Komsomolskaja Pravda" ha pubblicato fra mucchi di stupidaggine un materiale interessante e utile: l'intervista col editore della rivista "eXile" Mark Ames. La sua revista anglofonica è creata per gli expatriati in Russia e per quelli a chi interessa il nostro paese. Ames abita a Mosca già da 15 anni, facendo visite ai suoi negli USA. Secondo lui, tutti gli sforzi dei russi per piacere all'Occidente sono inutili. Dobbiamo amare solo noi stessi e preservare il senso d'umorismo. - Stiamo girando un film proprio su questo tema [l'immagine della Russia all'estero]. Provo distruggere i miti occidentali sulla Russia. - E come va? - Non so ancora. Semplicemente facciamo umorismo su queste cose. Una cosa che mi ha ispirato per girare il film è stato un incontro con una persona in show-business. Gli ho detto "Andiamo da me a Mosca" - "Sei scemo?! - si è spaventato colui - Saremo uccisi tutti quanti per la strada!" Ho provato spiegare che il numero di uccisi a Mosca è meno di quello in una città usuale americana. Da voi è normale che una ragazza prende taxi per la strada alle 3 di notte. In America fa paura solo a pensarci! Si può incontrare un criminale nelle città russe, ma si può camminare per le strade di sera senza problemi. In una città Americana sarai derubato di sicuro! ... - A che fine tu, un americano, fai tutto questo? - Vorrei saperlo io! Mi piace vivere qua. Mi ero innamorato della vostra letteratura quando venni qui negli anni '90. E subito m'innamorai del vostro paese. In America sognavo della vita proprio così: drammatica, impredibile. E mi meraviglio che all'Occidente si sa tanto poco di voi. - Forse non vogliono sapere? - Non vogliono cambiare l'immagine già formata. Rendetevi conto che la nostra stampa è molto diversa dalla vostra. All'Occidente la gente crede che la stampa sia assolutamente trasparente e obiettiva. E che essa (e di conseguenza tutta la società) sappia la verità in ultima istanza. Ho preso la parola nell'Università di Columbia e semplicemente espressi la mia perplessità perché i conflitti in Iraq e Cosovo siano stati esposti nella stampa tanto unilateralmente. Mi guardarono come impazzito! E non mi permisero prendere la parola più. Fortunalmente, in Russia non è così. Il popolo non crede alla stampa, nè al potere. Tutti capiscono che l'opinione de giornalista, ufficiale, viene influenzata da molti fattori: i soldi, la carriera, la paura. I russi credono solo a se stessi, e questo è la forza dei russi. Se gli americani fossero privati della loro credenza, e sapessero la verità, l'America crollerebbe. Perché la credenza di ogni americano è mica da meno di un terrorista musulmano. ... Una volta ho capito che io non possa scrivere un materiale veridico nella stampa occidentale sulla Cecenia, per esempio che lì la vita sta organizzandosi. Questo distruggerebbe la mia immagine professionale, creerebbe dei problemi,... però me ne frego. - Stai alludendo della censura? - No, c'è una cosa più brutta. A cominciare, oggidì i giornalisti occidentali che vengono mandati qui nella Russia, da molto tempo non sono di alta qualità. ... 20 anni fa indossavano i jeans, i maglioni, avevano proprie opinioni e cercavano di capire tutto coi propri cervelli. Ora non hanno mica differenza dagli impiegati bancari, sono propri e veri "colletti bianchi", sognano di andare via dalla Russia in Francia, Germania. Hanno l'unico problema - vendere il materiale al redattore chi non è mai stato in Russia. Il redattore ha da molto tempo assorbito l'idea che la Russia sia un paese totalitario, Putin sia il tirano. Per permettere un materiale positivo andrà a consultare i suoi capi. Allora perché creare tali difficoltà? Il giornalista scriverà una porcheria che passerà liscia. Però questo non è la censura. Il redattore non ha paura di Bush, non riceve pressione dallo Stato. E i poliziotti per la strada non gli chiedono i documenti. Ma anche con questo un americano ha più paura di un russo, si comporta con molta più prudenza. - Perché? - E' difficile comprendere. Forse perché siamo molto religiosi. 37 millioni di americani sono "evangelisti". In realtà sono settari, molti dei quali credono che la fine del mondo è vicina (compresi lo stesso Bush e Condoleeza Rice), e hanno molta paura di sbagliarsi e subito capitare nell'inferno. Un mio amico Bob ha lavorato come giurista a Mosca per un anno e non voleva tornarsi negli USA. Mi ha telefonato e raccontato "avendo vissuto coi russi sono diventato un'altra persona!" Dice che abbia imparato a comunicare con gli altri normalmente. Ma la cosa principale è che - dai russi lui abbia imparato l'intrepidezza. - Ma questo ci ha esaggerato! - Gli ho detto lo stesso. Più tardi l'ho capito. Voi avete paura dei GAI, dei criminali. Ma la paura, che hanno gli americani, è più paurosa. Ogni secondo abbiamo paura di sbagliare. Che essendo debole in un momento tu possa distruggere tutta la tua carriera. Bob se n'è sbarazzato ed è felice. Credimi, la paura intossica la vita fortemente! Le vostre ragazze sono crudeli! - Sei molto scettico su i tuoi compatrioti. - I Russi hanno un mito proprio: sogliono idealizzare troppo gli stranieri. Credi, non è nulla più brutto di un tipico ospite europeo a Mosca, di quel perverso vecchio, grosso e calvo. Sesso-turismo qui è popolare fra i tedeschi, gli scandinavi e gli olandesi. Sono felici di andar via dalla loro polizia compaesana e, impuniti, possono fare tutte le loro perversioni con le prostitute russe. Ci sono molti avventurieri che solo soffrono dalla "crisi dell'età media". La maggioranza di loro non conoscono la vostra cultura e sono superbi con voi. E da questa sorta bassa degli europei e degli americani prendete l'immagine di noi. Questo è molto brutto. Si può riconoscere un americano semplicemente. Negli Stati un americano invita una ragazza in un ristorante, e colei fa un ordine modesto. Le Russe possono ordinare un cognac costoso o schampagne. All'americano questo non piace e lui crede che sia usato, che da lui estorchino i soldi e che lui sia stato un scemo. In realtà può capitare che la ragazza non conosca i ristoranti costosi, non conosce i nomi nel menù. L'altra ragazza, è possibile, mostra che non sia della specie inferiore. Qui tutto non è simile e comprensibile come in America. Gli ospiti spesso credono che le vostre donne russe siano le belle bionde con gli occhi azzurri e ubbidienti. - Possibile che non sia così? - E' così, sono più belle che negli USA. Quelle sono grosse. Se un'americana fa sesso orale, mostra che è la sua decisione indipendente. Far amore diventa un certo atto politico. Le russe sono più femminili, più naturali, e quando lo capisci e ti rilassi... finisci nei guai! - Mark, credo che ce l'hai qualcosa personale... - Hai ragione! Sanno essere crudeli. Specialmente se prendi tutto per moneta sonante. Le relazioni con loro sono sempre drammatiche. Per questo soffro, ma non posso immaginarmi una vita con un'americana. Forse dovrò prendere viagra ogni giorno... ... - Cosa può fare la Russia per migliorare l'immagine propria all'estero? - Curarsene di meno. E' inutile. All'Occidente ancora per lungo tempo crederanno che da voi governino communisti, che vi siano code in negozi e gli orsi per le strade. L'Unica cosa che non si può fare sono stupidezze come quella con la comedia "Borat". Questo davvero porta la vostra immagine allo zero. All'occidente non si lo ha capito. Perché così? Siete Corea del Nord? Non avete del senso di umorismo? Non curano della Cecenia, della morte di Politkovskaja - se ne fregano. Ma proibire "Borat"! In America ognuno sa che questo comico iride gli americani stessi, ma nessuno lo proibisce. Ma i russi così sembrano non liberi. - Possibile che non si può semplicemente comprare un'immagine buona? - Eheh, anche se aveste dato dei soldi ai giornalisti stranieri a Mosca, questi scemi non capirebbero niente. Sto scherzando. Bisogna capire che all'Occidente ci sia una dillusione perché la Russia non sia diventata un altro Stato Aiova, come quello che è successo con la Cechia, la Polonia. I Cechi e i polacchi sono completamente sottommessi a noi. Amano l'America, ma voi... Con la vostra mentalità e la cultura semplicemente non potrate sottommettervi. Proprio questo arrabbia l'America, perché la sua cultura si appoggia su quello che tutti gli altri approvano la sua superiorità. E se uno non lo fa, c'è un errore nell'America o... - ...Nella Russia. - Esatto. Siano sbaglianti i russi. Così è più facile per gli Stati Uniti. - Dove ti senti meglio - in America o in Russia? - Qui. Potrei tornare negli USA, ma non lo voglio. Ci sono venuto non per i soldi, non per il sesso come costoro. Ci sono venuto per vivere. E la vita di qui è interessante. C'è più libertà. Forse perché siete anarchici nell'anima. Anche se non è sempre bello, a me conviene. Però quando sono stato a casa in California l'ultima volta, la mamma mi ha detto: "Figliuolo, assomigli sempre più a russi: sorridi poco, sei più duro e i tuoi occhi sono tristi." Recentemente mi sono guardato nello specchio e pensato: "Ma lei ha ragione!" dimitri il siberiano
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