Nonno Vassily 

 VIAGGI

21/02/2005   VITTIMA DEL CAPITALISMO

                                                                 Nonno Vassily non parla piu’ (per protesta)

  

Non capivo bene chi era questo nonno Vassily, quando andavamo a casa sua (dove vive con la moglie, la figlia e due nipoti) non c’era quasi mai, le poche volte che lo vedevo sembrava uno zombie (era solo ubriaco), ma, soprattutto, pareva che a nessuno interessasse niente di lui, non ne parlavano, se lui era presente lo ignoravano, se eravamo a tavola lui stava seduto in un angolo e nessuno gli parlava. All’inizio osservavo e stavo zitto anch’io, poi ho cominciato a fare qualche domanda alla mia compagna Natascia, ma anche lei mi diceva poco. Pero’ sono riuscito a capire: da qualche anno il nonno e’cambiato, e’ come arrabbiato col mondo, e’ pieno di risentimento, e allora ha deciso di fare un suo sciopero personale, con il mondo. Sta sempre in casa, si ubriaca quasi sempre, dorme, non parla. Eppure, dicono, era un brav’uomo, operaio specializzato tra i migliori della sua fabbrica, ballerino sopraffino (viaggiava anche all’estero con il suo gruppo di danza tradizionale). E quando lo guardo negli occhi vedo che c’e’ tanta umanita’ e simpatia. L’ho visto, poi, in un filmatino girato ai tempi di un matrimonio, non molti anni fa, ballava con altri le danze tipiche russe, era bravissimo, la festa era in una semplice casa di campagna, tutta di legno, era estate, c’era il sole, li’ vicino si vedeva il bosco e lo stagno dove andavano a fare il bagno, si vedeva che era felice, che li’ stava bene.

Nonno Vassily probabilmente e’ arrabbiato perche’ non e’ piu’ giovane, perche’ gli anni sono passati e le cose, inevitabilmente, sono cambiate, lo capisco, anch’io, se mai diventero’ vecchio, penso che faro’ cosi’. Lui, pero’, se la prende con la politica, come dicono i parenti, dice che quando c’era il Comunismo si stava meglio, che ora la gente pensa solo ad arricchirsi, sta distruggendo (o lasciando che vada in rovina) tutto quello che si era costruito di buono in passato e tuttavia non e’ contenta.

Si e’ prodotta una grave frattura tra le generazioni, da una parte ci sono i vecchi (dai 60 anni in su – in Russia a questa eta’ si e’gia’ vecchi), quelli che votano ancora oggi comunista (che si potrebbe dire anche il “Partito dei Pensionati”), dall’altra ci sono i giovani (fino ai quarant’anni), sono loro il motore della Nuova Russia (se si va a vedere i famosi oligarchi, quella decina di miliardari – in dollari – che dettano legge in Russia oggi – Putin permettendo -  si scopre che sono quasi tutti giovani, e hanno costruito la loro fortuna quando avevano 30 o meno anni). Ci sono anche i cinquantenni, ma di quelli solo  pochi sono riusciti ad agganciarsi al carro dei giovani (cambiando radicalmente mentalita’ e vita), gli altri non sanno piu’ neanche loro chi mai sono.

La tragedia e’ che i due “schieramenti” proprio non si capiscono e non dialogano tra di loro, c’e’ quasi un abisso che li separa (ma perche’, direte voi, la nonna – moglie di nonno Vassily, lo isola anche lei e non lo difende? Ma e’ semplice, perche’ lei ama tanto i suoi nipoti e guarda con simpatia a tutti gli sforzi che stanno facendo per emergere)..

Sul Comunismo si potrebbe dire molto, siamo in Russia e non possiamo chiudere gli occhi (anche se mi sembra che qui lo facciano in molti). Certo nessuno vuol tornare indietro, e’ stata un’esperienza negativa, pero’ non tutto e’ stato male e non tutto e’ stato negativo (stessa cosa si puo’ dire per il Fascismo in Italia), ma a nonno Vassily il Comunismo ha portato via  la giovinezza, il PostComunismo invece la memoria e la speranza


 

 

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Ultimo aggiornamento: 25-05-08.