Siberia e Russia

                                   Daniele Castiglioni                     Nozze!
Ed eccoci alla mattina del giorno delle nozze, in realtà non molto movimentata, oltre all’arrivo di alcuni degli ospiti infatti la mattinata scorre quasi monotona, anche se è palpabile in famiglia la tensione man mano che le ore passano e ci si avvicina alle quattordici, orario stabilito per la cerimonia al zags (l’ufficio che si occupa dei matrimoni in Russia). Lo sposo, Andrej, arriverà a casa della futura moglie verso le tredici per il rito del riscatto della sposa, quest’ultima trascorrerà tutta la mattina dal parrucchiere per la preparazione dell’acconciatura e del velo. Il pomeriggio del giorno precedente è stato dedicato invece alle cure dell’estetista, il cui risultato più visibile sono le unghie finemente decorate. Fortunatamente quest’anno non vengo coinvolto in ruoli ufficiali da giocare durante la festa nuziale, cosi sono più rilassato e posso osservare da semplice spettatore l’andamento della giornata. Mentre tutti aspettano l’arrivo di Anastasia dal parrucchiere, ne approfitto per recarmi alla dacha, dove si sta ornando l’auto degli sposi, su cui arriverà Andrej. Sotto una leggera pioggerella si incollano adesivi a forma di cuore su cofano e portiere, poi è la volta di due cuori di polistirolo intrecciati, imbottiti esternamente da un tessuto rosso, che sono sistemati sul parabrezza, in basso. Sul cofano sono applicate anche tre strisce plastificate, ognuna di uno dei colori della bandiera russa. La parte dell’auto più stravagante è il tetto: due grossi anelli dorati e intrecciati sono fissati li sopra, assieme ad una bambola di porcellana e ad un mazzo di fiori rossi. Nemmeno la targa del veicolo viene risparmiata dagli ornamenti: un lungo adesivo con la scritta “nozze” è appiccicato proprio su numeri e lettere identificativi della vettura. Ora che l’auto è pronta Andrei può andare a riscattare la sposa!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caricatura Muayed Neama

Il riscatto

Parenti, amici e vicini di casa attendono sorridenti lo sposo fuori dall’ingresso del condominio per il superamento delle prove da espletare prima di poter vedere la sposa. Una zia di Anastasia ed un’amica, che è anche la testimone, accolgono con frasi di rito lo sposo, dando inizio alla consuetudine del riscatto della sposa. Olga, una robusta signora amica di famiglia, accompagna Andrei in questi convulsi momenti. "La sposa si è annoiata da sola a casa e i parenti stanno aspettando da tempo il tuo arrivo, Andrei" – affermano zia Lyudmila e Yulia, l’amica. Servono quindi dei regali per ricompensare tutti quelli che erano in attesa. Tre bottiglie di limonata, due tavolette di cioccolata, frutti e qualche piccola offerta in denaro e si può proseguire. Un bambino con un grosso recipiente di vetro in cui lo sposo inserisce le banconote svolge la funzione di banca. Siamo appena all’inizio, la prova continua: la zia Lyudmila è vestita da infermiera e si appresta ad auscultare il cuore di Andrei, con un vero stetoscopio! Dopodichè bisogna controllare la lingua, osservata con l’aiuto della piccola spatola di legno. Tutto ciò si svolge tra le risate generali dei parenti. Lo sposo invece è più preoccupato, non sa infatti ancora quante prove lo aspettano. Dopo la visita medica deve gridare a gran voce il suo amore per la sposa, cosi forte che lei possa sentire le sue parole da dentro casa. Almeno dieci parole d’amore devono essere pronunciate ad alta voce, infine un’altra offerta in denaro. Ora si può salire per le scale del condominio che portano all’appartamento di Anastasia, ma prima degli scalini Andrej deve scegliere tra alcuni cuori di cartone di vari colori posti sul pavimento, dietro ad ognuno è scritto il motivo per cui ha deciso di sposarsi (amore, soldi, bellezza, ecc.). Ispirato o fortunato, Andrei sceglie il cuore rosso, dietro a cui è scritto "per amore"! Applauso generale. Il sorriso sulle labbra del giovane ragazzo dura un lampo, subito un’altra prova lo attende, non è permesso deconcentrarsi. Per salire gli scalini deve indovinare a cosa corrispondono i numeri scritti su fogliettini di carta e appiccicati alla parete in corrispondenza di ogni gradino. Ad ogni errore bisogna pagare una multa alla "banca". Nell’ordine, tra gli altri, si susseguono: il numero di cellulare della giovane sposa, data di nascita della futura suocera, il giorno dell’innamoramento, il giorno in cui gli sposi si sono visti per la prima volta, il codice postale della città della sposa…e finalmente si giunge al pianerottolo dell’appartamento.

Per varcare la soglia d’ingresso, ad un metro, è necessaria ancora parecchia fatica. Tutti i parenti intanto si accalcano sulla piccola scala, sgomitano, vogliono vedere, ridono, parlano, esultano in un tripudio di allegra vivacità. Sono spinto da tutte le parti, ma riesco ad essere in buona posizione per osservare il proseguimento del riscatto, soprattutto ora che si sta per entrare in casa e devo portarmi il più possibile vicino alla porta per poi non venir spinto lontano dallo sposo quando sarà in casa. Tre tazze colme di acqua stanno di fronte ad Andrej, deve sceglierne una e assaggiarla per sapere come sarà il gusto della vita matrimoniale: salato, dolce o aspro (ogni tazza contiene acqua e sale, acqua e zucchero, acqua e limone). Andrei ancora una volta stupisce tutti e sceglie proprio la tazza dolce! Ora due prove visive: riconoscere il contorno delle labbra della sposa, impresso su un foglio con il rossetto, assieme al profilo di altre labbra di donne della famiglia. Ad ogni errore una multa. Infine, sulla soglia di casa, riconoscere attraverso un velo cartaceo la foto dell’amata, mischiata ad altre foto di donne. Ancora un paio di bottiglie di vino come regalo per i genitori della sposa e Andrej è in casa. Gli viene ripetuto di avere ancora un attimo di pazienza prima di abbracciare la sua Anastasia, di aspettare ancora un istante, di non soffocarla subito con un abbraccio, e intanto viene guidato verso la stanza dove la sposa lo attende. Andrej entra silenzioso e perplesso. La sposa è di spalle e non si volta. Sento delle risatine soffocate tra i parenti dietro di me, attraverso il velo mi pare di notare che la testa della sposa sia un po’ troppo grossa, qualcosa non mi torna. Andrej si abbassa titubante verso di lei per baciarla, ma balza subito indietro di un passo: è Kolya, non è la sposa! Avvolto tra due spesse tende bianche di solito appese alla finestra e coperto da un velo, nella stanza si trova il marito della cugina Irina. Altra goliardia. Ora lo sposo viene invitato a cercare la stanza giusta in cui la sposa lo aspetta

trepidante, ma ad ogni errore deve pagare una multa alla banca. Andrej allora prova con la camera che di solito è proprio quella di Anastasia, ma nulla, non c’è. Si sente addosso gli occhi di tutti i presenti e facendosi largo tra loro si dirige verso un’altra stanza, dover finalmente scopre la vera sposa e può portarla in sala per i primi brindisi con tutta la famiglia.

La giovane coppia si siede su due poltrone, di fronte ai parenti di lei e di lui, presso un tavolino con frutta, dolci, caramelle, spumante e calici per tutti. Il vestito di lei è bianco con dei piccoli boccioli rosa sparsi qua e là, circondato da un anello che lo tiene largo nella parte inferiore; la capigliatura è un complesso intreccio di onde di capelli raccolti alla nuca con degli spilloni, che servono anche a tenere il velo che copre le spalle attaccato alla testa. In pratica ogni volta che si tocca il velo della sposa le si tirano anche un po’ i capelli alla base. Da un lato del capo un fermaglio bianco spunta tra i capelli, a forma di fiori. Altre ciocche di capelli le scendono sulla fronte e ai lati del viso, modellate in maniera civettuola dalla parrucchiera. La parte della veste che copre il petto è ornata anche da candidi motivi floreali, oltre che dalle roselline. Dalle mani partono dei lunghi guanti bianchi che rivestono le braccia fino ai gomiti. Il particolare che più mi affascina e attira la mia attenzione sono però le unghie, perfettamente e incredibilmente decorate. Nella parte più esterna, verso la punta, sono abbellite da un colore argenteo, luminescente, che poi diventa fuxia verso il centro, molto intenso e disteso in pennellate come a forma di petalo. Più vicino alla radice le unghie sono coperte da un luccicante smalto trasparente, che funge anche da fissante per delle piccole sfere splendenti fuxia e bianche, applicate raffigurando motivi floreali. I fiorellini disegnati da queste sferette sulle dita rendono ancor più leggiadra e graziosa Anastasia. Come tutte le spose è incantevole e felice. C’è ancora il tempo per alcuni brindisi prima di recarsi all’appuntamento per la cerimonia. Poco prima di recarsi al zags, però, i genitori di Andrej lo avvisano dell’impossibilità di sposarsi poiché la sposa non ha una scarpa e non può dunque arrivare al zags. Lo sposo deve al più presto recuperare la preziosa calzatura ed in un batter d’occhio ci riesce, probabilmente avendo visto prima il bambino che la teneva nascosta dietro la schiena. Adesso basta scherzare, sono quasi le quattordici ed il tempo stringe. Dalla casa escono per ultimi gli sposi, omaggiati dal lancio di monete, riso e semolino. Dal condominio esce una carica di gioia e di allegria contagiosa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Niente chiesa, si va al zags

 

Zags

All’orario stabilito tutti sono al zags, l’ufficio dove in Russia si celebrano i matrimoni, qui ospitato in una stanza al piano terra dell’edificio in cui si trova anche l’unico albergo del paese. È lo stesso luogo in cui si è sposato lo scorso anno il fratello di Anastasia; si tratta di una costruzione di due piani, con intonaco scrostato color panna intervallato da colonne bianche. I serramenti attorno alle finestre sono dipinti con un azzurro intenso e si riflettono nelle pozzanghere che invadono lo spiazzo antistante lo stabile. Entrano per primi sposi e testimoni, seguiti dalla massa di parenti estremamente silenziosi e rispettosi del momento importante. La signora incaricata delle cerimonie per quel giorno attende un attimo e poi permette agli sposi di entrare nella piccola stanza bianca e decorata, sulla sui sommità troneggia uno scudo con il simbolo dello stato, le due aquile incrociate. Un altoparlante gracchia musica cerimoniale, poi l’impiegata inizia a parlare lentamente, meccanicamente, gesticolando con calma, articolando il discorso con varie pause. Non tutti possono entrare fisicamente nella corta stanza, quindi si fermano sulla soglia ad ascoltare. Ad un certo punto viene pronunciato il fatidico "si" e si passa alla firma del certificato di matrimonio, allo scambio degli anelli, in una decina di minuti tutto è concluso. Il nonno di Anastasia si commuove e versa qualche lacrima, asciugandosi il viso con un enorme fazzoletto verde. Ora i miei amici sono marito e moglie. Una fila ordinata di amici e parenti attornia gli sposi per congratularsi con loro e baciarli. Un altro veloce brindisi, come da tradizione, si svolge nel corridoio angusto oltre la porta della stanza bianca, giusto il tempo di vuotare un paio di bottiglie di spumante, poi i parenti escono lasciando soli gli sposi, che usciranno trionfalmente dalla porta principale. Andrej prende in braccio la sposa ed esce dal portone d’ingresso con la sua dolce metà portata a braccia, mentre un uragano di riso, chicchi di semolino e monete li invade da capo a piedi.

Come per magia qualche secondo dopo pare che l’incanto della cerimonia si sia definitivamente rotto, e molti degli invitati alle nozze iniziano a farsi i fatti propri, a parlottare tra loro, alcuni si allontanano anche, dimenticandosi di seguire la novella coppia al monumento ai caduti per le foto di rito. La sposa inizia a innervosirsi per questi comportamenti, che a me però paiono normali, dopo un po’ di anni di esperienza tra i russi. È inutile strepitare e scaldarsi per qualcosa che non si può avere. Invece Anastasia urla per richiamare l’attenzione di tutti più volte, e alla fine riesce a radunare una parte dei presenti sotto la stele che ricorda le persone morte durante la seconda guerra mondiale. Questa è una consuetudine a cui nessuna coppia di sposi si sottrae: depositare i fiori, che abitualmente tiene la sposa tra le mani, subito sulla tomba dei caduti. Le sofferenze della guerra sono ancora vive nel ricordo della popolazione, il trionfo nella guerra a prezzo di più di due decine di milioni di morti ha lasciato il segno. A volte anche le bottiglie di spumante sono deposte sul monumento, ai lati del quale sorgono due cippi bianchi su cui sono impresse due frasi: "nessuno è dimenticato" e "niente è dimenticato".

Sopka lyubvi (collina dell’amore)

Prima dell’inizio della festa vera e propria, alle ore diciotto al ristorante, resta tutto il pomeriggio per dirigersi in auto con alcuni parenti ad una trentina di chilometri di distanza, per raggiungere un’altura da cui si domina la pianura del fiume Tom. Questo luogo è chiamato "sopka lyubvi" (collina dell’amore), poiché tutte le coppie di sposi della zona che possono farlo, giungono fin qui dopo la cerimonia al zags. Si tratta di un posto molto bello e panoramico per le foto degli sposi, inoltre un altro motivo che consolida la consuetudine di recarsi alla collina è costituito dal buon auspicio di legare una striscia di stoffa alle betulle là presenti, perennemente scosse dal vento, per avere fortuna nella vita. Palese influenza della cultura sciamanica siberiana della zona della valle dell’Amur, che per certi versi ha contagiato i russi da chissà quanto tempo ed è ormai entrata nella normale loro mentalità. Il paesaggio è lo stesso descritto in precedenti miei appunti, l’ho già visto ma rimane sempre invariabilmente affascinante. La giornata uggiosa purtroppo non garantisce una brillantezza di colori che solitamente incanta vista dall’alto, con i riflessi verdi della pianura, l’intenso blu del fiume e l’azzurro pulito del cielo che sovrasta tutto il resto. Per arrivare alla collina si può percorrere un’unica strada, passando per la periferia industriale abbandonata di Belogorsk; i bambini del quartiere lo sanno e puntuali si presentano al passaggio delle auto di sposi, che transitano di qui solo il sabato da tutti i paesi circostanti. File di bimbi che si tengono per mano, spesso con indosso solo dei calzoncini, si distendono perpendicolarmente alla strada per tutta la lunghezza della carreggiata, impedendo il passaggio se non dopo una mancia o qualche regalo, spesso dei dolciumi. I bambini sono impassibili al transitare delle auto, non si muovono finchè non ci si ferma, giocano ad una lotta psicologica con gli autisti delle vetture lanciate anche a cento all’ora, che frenano solo a pochi metri da loro a volte imprecando (tanti conducenti non sono parenti degli sposi e non hanno nessun interesse al matrimonio, semplicemente hanno preso dei soldi per portare le giovani coppie con la loro auto e non vedono l’ora che tutto sia finito per tornarsene a casa).

Masse di nuvole bluastre e grigie si affannano in una veloce rincorsa dettata dal ritmo del vento sulle nostre teste, ma si stanno allontanando e presto un fantastico azzurro subentrerà alla loro minacciosa presenza. Sul cassone del furgoncino di Oleg mangiamo delle tartine e beviamo alla salute degli sposi, che intanto si stanno facendo immortalare sullo sfondo del panorama tipico dell’Amurskaya oblast. L’ampio panorama viene "suddiviso" tra le varie coppie di sposi novelli presenti, infatti non siamo di certo l’unico gruppo che dopo il matrimonio ha raggiunto questa collina.

Terminate le foto, tutti sono eccitati per il momento culminante, quello in cui il testimone dello sposo si arrampicherà su di una betulla per legare nel punto più in alto possibile il nastro di stoffa rossa(chiamato nella tradizione sciamanica "cialamà") degli sposi. Yurij, l’amico dello sposo, è già pronto, a torso nudo, mentre gli altri si affrettano a firmare sulla stoffa con il rossetto rosa di Anastasia. Yurij inizia la scalata con la fettuccia in bocca, aiutandosi nella scalata con braccia e gambe, sale velocemente e scuote l’albero, che non è molto robusto. Mi tremano le gambe solo a vederlo, sarà a circa otto metri d’altezza e non ha nessuna protezione. Dal basso i parenti strepitano ed urlano manifestando tutto il loro entusiasmo, più in alto è legata la stoffa, meglio sarà, quindi gli incitamenti a Yurij continuano finchè il ragazzo arriva in un punto in cui non può proseguire oltre, poiché il tronco è tranciato e dunque ha raggiunto la sommità della pianta. In fretta lega la striscia di stoffa rossa, che si confonde con le altre già presenti, poiché in quel punto ci sono anche i nastri di tante altre coppie, è il più ambito della betulla, essendo il più alto. Un applauso accompagna la sua discesa, durante la quale si ferisce il petto sulla corteccia, e tutti lo abbracciano quando posa i piedi a terra. Su questa betulla ogni fine settimana, inconsapevoli nel seguire una sorta di piccolo rito sciamanico, impavidi giovani si arrampicano per poter cosi regalare agli sposi fortuna e felicità. Chissà se gli spiriti di questi luoghi, da sempre venerati e onorati dalle popolazioni locali, accetteranno ed esaudiranno le preghiere trasportate dal vento che agita queste fettucce colorate dei russi. Chissà se apprezzeranno le intenzioni di quella parte di popolazione che negli ultimi secoli ha cercato di soppiantare e coprire di ridicolo la venerazione per la madre terra e per lo sciamanesimo. Perso in questi pensieri osservo il vento che scuote incessantemente le fronde delle betulle e le fasce colorate e decido di approfondire, al mio ritorno, la conoscenza dello sciamanesimo siberiano.

Dopo altri brindisi arriva il momento di fare ritorno a Seryshevo, dove ci attende la festa vera e propria al ristorante. La velocità delle auto, lanciate in direzione del paesino, rasenta la follia, ma le altre persone che si trovano con me nell’abitacolo di questo razzo senza controllo ridono e sembrano divertite. Nessuno pare accorgersi né di sorpassi in curve cieche, né di sterzate effettuate a centoquaranta chilometri orari per evitare grosse buche; forse una musica commerciale veloce, al massimo volume, ed il frastuono dell’aria attraverso i finestrini aperti danno l’impressione che ciò che succede nell’abitacolo sia estraneo all’ambiente circostante. Attorno scorre rapida la campagna verde e uniformemente piatta, vivacizzata in un punto dell’orizzonte solo dalla sagoma dell’elevator, il silos di Seryshevo, unica cosa che spunti nel piattume omogeneo. Appare come un’astronave atterrata per motivi misteriosi, la sua sagoma è distinguibile da molti chilometri e sembra esistere solo quel silos tutt’intorno, essendo le altre abitazioni invisibili da qui.

Al ristorante

 Al ristorante la tradizione russa pretende danze sfrenate e tutta una miriade di giochi più o meno scalmanati, dunque non ci sarà modo per riposarsi. Il clou della festa nuziale deve ancora cominciare!

Il posto prescelto per la cena è un ristorante cinese, il "cafè Harbin", nel centro del piccolo paese, esternamente non è un granché, mentre all’interno anche se non è di certo un luogo lussuoso si presenta comunque in modo piacevole. I muri sono dipinti di un blu rilassante, decorati con motivi floreali, qua e là spuntano frasi incomprensibili in cinese, poi vi è un largo spazio per il ballo che termina al bancone dove stanno perennemente appollaiati e immobili due cinesi con i gomiti puntati sul bancone stesso per sorreggere la testa, pronti a servire da bere. Anche se i russi non amano gli uomini dagli occhi a mandorla la festa si svolge qui, poiché già due mesi prima delle nozze questo era l’unico locale rimasto libero per questa data. Mi mescolo tra la folla di invitati fuori dall’ingresso del locale in attesa dell’arrivo degli sposi. Scendono dall’auto lentamente e vengono di nuovo sommersi da una gragnola del solito riso mischiato a semolino, poi si fermano davanti all’ingresso al cospetto dei genitori, di fronte a cui devono inchinarsi prima di entrare nel locale. Sempre sulla porta si svolge il rito del pane e sale. Uno speciale pane dolce chiamato karavaj, tipico dei matrimoni, è offerto simbolicamente dai genitori e deve essere spezzato insieme dagli sposi. I pezzi del pane staccati dal marito e dalla moglie vanno salati in uno scodellino e si devono porgere sulla bocca del coniuge. Un calice di spumante aiuta a deglutire il boccone dolce-salato. Il momento che più mi entusiasma in questo frangente è la subitanea rottura dei calici, buttati a terra sulla soglia d’ingresso, in segno di buon auspicio. I bicchieri si infrangono sul piccolo gradino spargendo schegge di vetro tutt’intorno; i parenti, non appena odono il vetro spezzarsi, all’unisono lanciano gaie esclamazioni.

 

 

 

 

   

Per problemi o domande su questo sito Web contattare Strudel.
Ultimo aggiornamento: 25-05-08.