Onlus 

Caraibi  

 

 

 

ONLUS

Il nome menagramo. Parliamo delle Onlus. Organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Molte critiche si sono appuntate su queste organizzazioni, che spendono molto e aiutano poco. Per la verità le critiche non riguardano solo l'Italia.   

 

 

 

                                                        Habana Ecopolis

Il vostro lavoro a Cuba si potrebbe sintetizzare in poche parole: di tutto il danaro che confluisce in questo bailamme di iniziative più o meno cervellotiche NON UN PESOS arriva alla gente che ne ha bisogno. Chi usufruisce dei benefici di questo vorticoso giro di danaro sono invece quella fazzolettata di parassiti cubani che girano intorno alle vostre iniziative. Le faccio solo un esempio per non far diventare questa lettera un fiume incontenibile di parole.
Prendiamo l’autista.
E’ un ex poliziotto a cui è stato affidato il pulmino con cui dovrebbe espletare alcuni servizi. Quest’uomo lavora (mio dio, lavora è una parola grossa) senza obblighi di orario, né di itinerario, senza scheda carburanti e per arrotondare il suo magro stipendio è autorizzato a portarsi a casa il mezzo per espletare alcuni lavori suoi personali, ma le spese di manutenzione del mezzo sono tutte a carico di Habana Ecopolis. Bene, alla Corea, il Barrio Insalubre in cui avrei dovuto lavorare io, è stato aperto un cantiere dove si costruiscono blocchi in cemento, mattoni e materiale vario per costruzione con lo scopo di aiutare la gente che volesse rimodernare le proprie povere case. Bene, i risultati di questa iniziativa sono miserelli e controversi, ma il poliziotto/autista si è costruito una casa di due piani che affitta agli stranieri. Dove abbia preso il materiale e con quali mezzi abbia finanziato la costruzione – visto che ufficialmente guadagna 10 dollari al mese -, lo lascio indovinare .

                                                           
barrio insalubre

La prima volta che arrivai alla “Corea”, il barrio insalubre dove avrei lavorato, Marco Terreni, il coordinatore dei progetti, era già arrivato da oltre venti minuti e se ne stava seduto su di una panchina fuori da questo sedicente centro culturale giovanile. La cosa che mi colpì fu la gente che passava e che nemmeno se lo filava. Mi venne in mente Katchikalli, il villaggio alle porte di Banjul dove costruii una scuola. Bene, quando arrivavo al villaggio, un cordone di sei otto persone doveva tenere lontano la folla, che voleva toccarmi, salutarmi, stringere la mano, eccetera. Ecco, a me, incuriosiva questo tizio che stava usando i nostri soldi da due anni per aiutare quella gente, e nessuno, dico nessuno, che si fermasse per una richiesta, una rottura di palle, un saluto.

Aldo Vincent

E poteva mancare l'Arci, associazione ricreativa culturale italiana ?

                                                 O mia bella jinetera

Per quanto riguarda il nuovo progetto finanziato dall’ARCI ancora una volta mi chiedo come sia possibile che questi tizi – che come sai non sono mai riuscito ad avvicinare perché ogni volta che arrivava qualcuno dall’Italia riuscivano a farmi sparire come nei trucchi del mago Houdini – dopo tutti questi anni di risultati controversi per non dire risibili – riescano ancora a farsi prendere dall’incontenibile ansia di buttare i soldi dalla finestra. Queste attività dei centri giovanili sono tutte sulla carta, ma poi nella realtà, di fatto non esistono, come ho potuto constatare personalmente recandomi sul posto ogni volta che qualche furbetto millantava iniziative culturali notturne, in orari in cui i cubani sono certi che nessuno andrà a controllare. Perché voi lavorate fino alle cinque e quando è buio col cavolo che vi avventurate nei barri cosiddetti insalubri ma che in realtà sono semplicemente invivibili. Io invece ci sono andato eccome! E ti posso garantire che da quelle parti non succede nulla di quello che Habana Ecopolis millanta.
Nell’anno in cui sono stato preso in giro, ho scoperto che l’unica cosa che Habana Ecopolis sa far funzionare egregiamente sono gli arrivi e le partenze, come se invece che una Onlus si trattasse di un’agenzia di viaggi. E fai partire gruppi di sfaccendati cubani per partecipare a conferenze e corsi di formazione, E vai all’aeroporto a prelevare dirigenti che vengono a controllare (poi una notte ne ho trovati dieci all’Hotel Florida tutti accompagnati da generose jinetere, tanto per dire la vera natura dei controlli). E accompagna la fazzolettata di imbecilli che pagano una quota credendo di venire a dare una mano… cose così.

Aldo Vincent

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 25-05-08.