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Seryshevo Daniele
Castiglioni
Un punto per me inconcepibile di questo paese,
una sorta di buco nero della ragione, è il posto di blocco
dell’esercito su una strada apparentemente normalissima e sita in un quartiere
“residenziale”. Due grossi
blocchi di cemento sbarrano la strada alle auto in entrambe le direzioni della
carreggiata, obbligandole a
rallentare, inoltre a metà dei blocchi sono sempre presenti due o più soldati in
divisa che scrutano i veicoli in
avvicinamento e decidono chi fermare e chi no. Uno dei soldati impugna una leva
che serve ad azionare un
tubo di ferro, lungo come tutta la strada e posto appena sotto l’asfalto, che è
dotato di spuntoni appuntiti per
squarciare le gomme di chi volesse tentare di passare senza permesso. Forse
queste precauzioni hanno
qualche legame con la “Casa degli ufficiali” che si erge proprio di fronte a
questa strada, ma francamente
non ne comprendo il motivo. Anche gli abitanti del luogo non sanno dare
spiegazioni in merito. Comunque
va rilevato che l’esercito gode di grande popolarità e considerazione, perlomeno
come opportunità di lavoro
per i ragazzi; infatti tutti ripetono che l’esercito paga bene ed è ambito
sistemare per tutta la vita il proprio
corpo all’interno di una divisa. Vengo anche a sapere che alla fine del rapporto
di lavoro con l’esercito lo
stato russo garantisce una casa per la vecchiaia ad ognuno dei soldati od
ufficiali, una specie di liquidazione
“edile”. L’esercito, direttamente o indirettamente, garantisce ancora molti
posti di lavoro e questo deve
rendere ancora accattivante l’immagine del soldato. Non tento nemmeno
considerazioni di ordine etico
(qualunque esercito al mondo serve per uccidere, sia in attacco che in difesa)
con la gente del posto, poiché
so che non possono capire tutti ora, ed anche che non possono permettersi di
capire quanti dipendono dalle
attività militari per mangiare tutti i giorni.
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